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Proposte per Genova
Purtroppo la città di Genova, per motivi territoriali, deve puntare, economicamente parlando, sul settore secondario e nel terziario. Del commercio e del turismo abbiamo già parlato, sicuramente per quanto riguarda i servizi ( trasporti, sanità, uffici comunali, ecc.. ) i posti disponibili , necessari e retribuibili come spesa pubblica sono già coperti al massimo delle nostre possibilità. Non si può pensare che siano solo i contribuenti, con aumenti delle tasse, a sostenere i posti di lavoro. Bisogna che a Genova arrivino uffici di multinazionali disposti a dare lavoro ai nostri concittadini.
Ci si chiede perché in occasione di eventi turistici, la regione Liguria si mobilizza, seppure con discutibili mezzi, proponendo il nostro territorio a potenziali turisti, mentre per quanto riguarda il mondo imprenditoriale l'amministrazione non lo incentiva? Ad esempio, potrebbe creare uno sportello unico dedicato a chi viene da fuori, accelerando tutta la burocrazia e dando consulenza per tutte le necessità legate ad impiantare l'attività a Genova, dalla logistica alla parte amministrativa. Questa soluzione dovrebbe essere una sorta d’agenzia immobiliare, che dia anche informazioni amministrative, come la destinazione di fondi europei per le aree depresse, come gli incentivi regionali per alcune attività artigianali o di recettività turistica.
Per incentivare l’apertura di nuove ditte, aziende, uffici e lavoro il Comune potrebbe dare in comodato d'uso alcune aree ed alcuni fabbricati dismessi da recuperare offrendo lavoro ai genovesi. Questi “mostri di cemento” inutilizzati sono sotto gli occhi di tutti sopratutto nella Valpolcevera. Pensate come potrebbe cambiare la situazione se una multinazionale come per esempio la Sony portasse le sue risorse a Genova, offrendo lavoro a tutte le categorie.
Il comune inoltre dovrebbe rilanciare il porto, combattendo con gli alti livelli istituzionali, rivendicando dei miglioramenti alle infrastrutture logistiche. Se vogliamo che un porto funzioni bisogna fare in modo che le merci, che arrivano o che partono, abbiano facilità a viaggiare nelle comunicazioni viarie, creando nuove strutture ferroviarie, convogliando il traffico merci dalla gomma al treno, considerando che oggi l’ottanta per cento dei traffici si svolge ancora su strada, mentre in tutta Europa si sta sviluppando il traffico via rail.
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