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Proposte per Genova
Si può dire che turismo e commercio siano tra le attività su cui si basa l’economia genovese. Il turismo da tanto tempo rilanciato, non ha mai avuto il successo che tutti si aspettavano per la nostra città; eppure le attrattive non mancano : il centro storico, il porto antico, l’acquario, la riviera, Genova città dell’arte e Colombo.
Cosa manca ………….:
Manca un centro storico più vivibile, meno pericoloso e ristrutturato.
Bisognerebbe avviare una fitta rete di relazioni internazionali, con i più importanti musei per ottenere la realizzazione a Genova di mostre importanti e di forte impatto attrattivo. Questo potrebbe essere possibile con la ricerca e la nomina di un curatore di mostre credibile e prestigioso a livello internazionale.
Sarebbe necessaria una struttura comunale e regionale, che si occupi di necessità legate al turismo con poteri indipendenti.
Il commercio genovesedifficoltà generali legate ai gravi problemi economici di tutta la nazione, ma le scelte della classe politica ligure e genovese hanno inferto gravi colpi alla già fragile situazione.
L'apertura di centri commerciali, i vari piani urbani del traffico, hanno mutato il tessuto distributivo della nostra città. Pensate solo alla tristezza di via XX settembre, dove tutte le sale cinematografiche hanno chiuso in seguito all’apertura di due multisale. Questo è un esempio evidente di come la nascita della Fiumara e la concezione del Porto Antico abbiano modificato le abitudini dei genovesi e la tradizionale diffusione della rete commerciale.
può esistere concorrenza tra un sistema gestito dalle grandi catene nazionali ed internazionali e attività gestite da imprese familiari che sono la maggior parte.
L’altro colpo alla concorrenza sono le cooperative. Hanno privilegi fiscali e coperture politiche che non hanno eguali in nessuna parte del mondo. Ottengono ciò che vogliono perchè hanno una forza contrattuale con il potere legata al fatto che tengono in piedi un certo tipo di potere.
comune dovrebbe disincentivare l’apertura di altri centri commerciali e fare in modo che il piano urbano del traffico agevoli i piccoli commercianti, oltre che ridurre in modo drastico la burocrazia relativa alle piccole attività.
c'è la questione dei fondi, che vengono dati al commercio e all'impresa in generale: c’è la consuetudine di dare la massa di finanziamento iniziali, per dare modo all'attività di essere aperta, per poi dimenticarsi della piccola azienda. Il risultato è che molti di coloro che aprono durano un anno o due e poi chiudono. Potrebbe essere più utile dare quei fondi per lo svolgimento dell'attività. Per esempio sgravando i costi del lavoro o dell’affitto o della tassa AMIU o per la sopravvivenza del titolare che può prendere un contributo diretto per assicurare il decollo della sua attività . Come si può pensare, i fondi ci sono ma sono mal gestiti.
bisognerebbe incentivare le vendite direttamente su internet, che è il nostro futuro, dei negozi eventualmente con la consegna a domicilio, dando anche la possibilità di prenotare un prodotto per visionarlo in seguito, organizzando alcuni siti del tipo “GENOVA Shopping”, dove tutti i negozi e i loro prodotti siano visibili ed acquistabili.
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